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Nel 1975 ho acquistato il mio primo 45 giri. Si trattava dello storico “TSOP” di MFSB e nello stesso anno il primo lp: “DISCOTECH” di MAGIC DISCO MACHINE.

Nel frattempo un mio cugino mi aveva già iniziato ai GENESIS e con il mio amico Stefano PINK FLOYD e UFO.

Pop, Rock e Discomusic a braccetto per lunghi anni.


Quella della musica è una grande passione.Viene da “dentro” ed è più forte di te.

Quando mi dicono “ma quanto ne sai!” è solo e semplicemente quello che devo sapere. Nessuno sforzo, nessun dovere. E’ ciò che sai per passione, puro piacere.

La parte più difficile è quella che riguarda l’analisi critica, un giudizio da esprimere su questo o quel disco, dimenticando rigorosamente i propri personalissimi gusti. E’ il passo più difficile. E’ quello che contraddistingue l’esperto dall’appassionato. Resta inteso il fatto che sono trascorsi molti anni di ascolti vari per ottenere l’esperienza necessaria (mai davvero sufficiente).



Che tipo di musica? Ma tutta, che domande!

Poi ognuno prende una propria strada che porta alla specializzazione...


Di quale periodo? Nessuna importanza.

Una volta aspettavo trepidante l’uscita del nuovo disco dei Pink Floyd o dei Genesis. Oggi, tolto il “trepidante” ascolto volentieri alcune novità, nuovi pionieri e vecchie sonorità, mi rilasso con le tante produzioni “Chill oriented” del filone House, ma ascolto con grande attenzione anche Jazz (il grande Miles o Hancock o ancora i Weather) e la classica di Rossini e Tchaikovsky.


Qui il nazionalismo non esiste. La differenza la fa il cosiddetto “catalogo”. Nella mia collezione è presente il 90% di musica straniera (americana e inglese su tutti) solo perché la musica italiana è una piccolissima percentuale della musica mondiale...

Ci sono momenti in cui mi è necessario mollare qualsiasi cosa stia facendo e lasciarmi andare alla musica finché questa non dice basta. Solitamente vado per generi. A volte mi basta sentire

alla radio o alla tv qualche notizia o qualche nota di Miles Davis che subito vado nella mia privatissima “sala della musica”, prendo i dischi (tutti) di Miles Davis e passo all’ascolto. Davis mi eccita e mi commuove molto più di gran bel film al cinema. Inevitabilmente passo poi all’ascolto di altri grandi artisti di oggi e di ieri.


Questo capita con il jazz, con il rock, il pop, il funk e la classica.

cerchiamo però di non scadere nella più totale ed inutile banalità affermando: “...non c’è più la musica di una volta” o ancora: “una volta i dischi più venduti erano di qualità elevata...”

Che sciocchezze. Ricordo molto bene gli anni settanta ed ottanta con il primo posto in classifica dei Ricchi e Poveri, Al Bano e Romina, Heather Parisi e chi più ne ha, più ne metta.

Oggi è ancora così. Volendo cercare ci sono lavori di altissima qualità un po’ in tutti i generi.


Un grande aiuto ci viene dalla rete, dove si può leggere, ascoltare e conoscere tutto, ma proprio tutto il panorama attuale, musica di “nicchia” compresa. Però Preferisco il vinile. Non per motivi squisitamente “audiofili”, ma per motivi storici e di personale affetto. E’ con loro che ho cominciato e spero che con loro si possa finire. Il tatto ha la sua importanza. Le dimensioni di un lp e soprattutto la copertina di “lusso”, quella che si apre in più parti, sono caratteristiche imbattibili. Non disdegno il cd, ma solo se pubblicato in origine su questo tipo di formato.





Per intenderci ha senso un cd degli OASIS, ma ne ha molto meno un cd dello storico “Dark Side of the Moon” dei PINK FLOYD...il supporto ha un’influenza importante sul suono, ma ancor di più ne ha la “sorgente”, ovvero l’ambiente di ripresa, la tecnica utilizzata, le apparecchiature utilizzate. Una “cassettina”,  anche se riversata su cd, o mp3, rimane sempre una “cassettina” e per favore, basta denigrare i formati digitali. Si possono produrre file digitali di scarsissima qualità o di altissima qualità, praticamente indistinguibili dall’originale...

 




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